Materiali
Compriamo da tre segherie, nessuna a più di ottanta chilometri dalla bottega. Le tavole arrivano segate e le facciamo stagionare da noi almeno diciotto mesi, perché il legno comprato già essiccato in forno si muove di più una volta in cucina.
Qui sotto ci sono i numeri che contano davvero: la durezza Brinell, che dice quanto il piano regge il coltello, e il prezzo relativo. Il resto — venatura, colore, odore — lo si guarda dal vivo, e per questo mandiamo campioni.
Se la cucina lavora sette giorni su sette
Faggio da 4 cm. Costa meno, si rigenera in mezz’ora e a quel ritmo il tagliere va rifatto comunque ogni due anni: non ha senso metterci il noce.
Se il pezzo esce in sala
Noce, o rovere se vi serve più largo. Il piatto che il cliente vede deve reggere le macchie, e il noce le nasconde senza che nessuno debba strofinare fra un servizio e l’altro.
Se si taglia carne con l’osso
Rovere testa a testa, niente di più tenero. La fibra in verticale si richiude dopo il colpo e il filo del coltello dura il doppio; l’alternativa è cambiare tagliere ogni stagione.
Se c’è molto acido in cucina
Rovere o noce, mai castagno. L’acido da solo non rovina il legno, ma sul castagno reagisce con il tannino e lascia aloni scuri che non si piallano via facilmente.
Carrello
La richiesta si manda dalla home: il modulo sta in fondo alla pagina e il carrello parte insieme.
Cookie
Nel vostro browser restano due cose: la risposta a questo avviso e il contenuto del carrello. Nessuna statistica, nessuna pubblicità. I caratteri arrivano da Google Fonts, quindi quel server vede il vostro indirizzo IP. Dettagli.